In questa sezione diamo notizia delle tesi di laurea e di dottorato sui temi dell’Outsider Art o su argomenti affini, svolte recentemente nel nostro ateneo o in altre università italiane, e ne pubblichiamo un estratto.
Gli interessati possono contattare direttamente i tesisti.
Muri parlanti. Dal segno-testimonianza all’espressione artistica
di Maria Rosaria Gitto
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Università degli Studi di Palermo – Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di laurea specialistica in Storia dell’Arte
Anno Accademico 2009-2010
Relatore: Prof. Eva di Stefano
Da Morgenthaler a Dubuffet, pionieri nello studio e nella valorizzazione del linguaggio artistico dei malati mentali, l’espressione grafica dei ‘diversi’ giunge alla contemporaneità senza stanziare più nelle celle dei manicomi, ma percorrendo le strade delle città postmoderne.
Con i suoi ritmi frenetici e i suoi spazi asfissianti, la metropoli, ghetto per una nuova devianza, ospita la necessità estetica di Melina Riccio, di Giovanni Bosco e di altri protagonisti della marginalità che, attraverso segni e iscrizioni, danno colore e suono ai muri grigi e muti che li circondano. Riconosciuti come ‘creatori’ di qualcosa, anonimi personaggi della strada conquistano finalmente un nome e uno status, tentando inconsapevolmente la ‘ri-costruzione’ del loro io in frammenti.
in alto: Enzo R. (1938-), Facce, 2007, pennarello nero su marmo, Largo Giuseppe Parini, Palermo.
L’arte come cura. Esperienze di arteterapia in Sicilia
di Gloria Calderone
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Università degli Studi di Palermo – Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di laurea specialistica in Storia dell’Arte
Anno Accademico 2009-2010
Relatore: Prof. Eva di Stefano
Esiste una funzione curativa dell’arte nell’epoca contemporanea?
Pur avendo accettato la funzione terapeutica dell’espressione artistica già in tempi molto antichi, è possibile parlare di scienza vera e propria solo a partire dagli anni quaranta del Novecento, quando, per la prima volta, si discute di arteterapia. Attraverso un lungo viaggio nei territori lontani della psichiatria europea e delle esperienze avanguardistiche del XX secolo si giunge nell’isola siciliana, tra Palermo, Caltagirone e Trapani, per scoprire non solo la nascita di nuovi parametri estetici ma la rivalutazione della funzione stessa dell’arte. Descrivendo e confrontando le diverse pratiche terapeutiche adoperate dalle varie strutture siciliane, la risposta alla domanda iniziale giunge dunque affermativa.
in alto: Bruno Caruso, (1927-), I veri pazzi sono fuori, 1958, disegno acquarellato.
Un uomo “astroso”: Francesco Giombarresi e l'Art Brut
di Lorella Di Gregorio
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Università degli Studi di Bologna – Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di laurea specialistica in Storia dell'Arte
Anno Accademico 2009 -2010
Relatore: Prof. Stefano Ferrari
Come si fa a vivere in Sicilia senza immaginazione? si chiedeva Leonardo Sciascia che, quando incontra il pittore-contadino Francesco Giombarresi (1937-2007), riconosce in lui il prototipo dell'autodidatta visionario che oppone agli stenti la propria inesauribile dimensione fantastica. Una vocazione a 360°, che l'artista di Comiso non esauriva nell'atto del dipingere, ma che lo spingeva a progettare macchinari impossibili, a condurre personali ricerche erboristiche e alchemiche, a immaginare repertori enciclopedici, e soprattutto a scrivere in una lingua tanto espressiva quanto sintatticamente eretica. La tesi analizza in particolare gli scritti e gli aspetti meno noti, in gran parte inediti, della produzione dell'artista siciliano.
in alto: Francesco Giombarresi nel suo atelier di campagna.







